Aspettando la sentenza finale contro gli inceneritori

COMUNICATO STAMPA del 20 luglio 2020

Aspettando la sentenza finale contro gli inceneritori ….

Il 20/07/2020 si è tenuto in via telematica presso il TAR Lazio l’ultimo dibattimento rispetto al ricorso contro l’articolo 35 dello Sblocca Italia da noi presentato nel dicembre 2016.

Dopo tre anni e mezzo, in cui siamo riusciti ad avere una importante pronuncia della Corte di giustizia europea ed una serie di ripetuti rinvii da parte del TAR Lazio, oggi si è finalmente concluso il dibattimento e siamo in attesa della sentenza motivata finale, contiamo forse entro fine agosto.

Quello che è accaduto oggi è decisamente sorprendente, dato che in cinque minuti si è concluso il dibattimento data l’assenza totale della controparte rappresentata dall’avvocatura dello stato ….  dopo che la stessa aveva richiesta in data 22 aprile scorso un ulteriore rinvio per presentare ulteriori memorie mai depositate !!!

Il collegio legale del Movimento guidato dall’avvocato Antonello Ciervo, con la presenza in adiuvandum dell’avvocato Giovanni Pappalardo per la Sicilia, ha riproposto le motivazioni di urgenza in merito all’azzeramento delle previsioni impiantistiche del decreto ministeriale del 10 agosto 2016 per vecchi e nuovi inceneritori, che rischiamo di trovare attuazione in assenza di una sentenza finale.

E’ stato ribadito con forza che la sentenza del 8 maggio 2019 della Corte di giustizia europea di fatto condanna il governo italiano sul Decreto attuativo dello Sblocca Italia del 10-8-2016 e sul Piano nazionale di incenerimento per inadempienza palese alla direttiva 2001/42/CE non avendolo sottoposto a Valutazione ambientale strategica.

Aspettiamo ora di vedere rimosso per via giudiziaria il principale ostacolo al dispiegarsi  sia in Italia che in Europa di una vera “economia circolare” basata sul “riuso-riciclo-recupero di materia”, dato che l’incenerimento distrugge materia per recuperare una bassa quantità di energia, pagata salatissima dagli incentivi pubblici del GSE, al contrario di quanto affermano sia necessario fare già da oggi le quattro nuove Direttive europee sull’economia circolare, in particolare la 851/2018/CE, di cui chiediamo che il governo italiano acceleri urgentemente il suo recepimento.  

Ma riteniamo che ora sia il GOVERNO ed il PARLAMENTO che ora debbano fare un passo avanti dal punto di vista legislativo, dato che il ministro Sergio Costa aveva inaspettatamente ribadito a luglio scorso la validità di questa legge, mettendo mano alla revisione generale del T.U. 152/2006 su questi punti e su quanto contenuto nella proposta di legge di iniziativa popolare “Legge Rifiuti Zero” depositata nel 2013 e ripresa nel 2018 ma tuttora ferma alla commissione ambiente alla Camera. http://www.camera.it/leg18/126?tab=&leg=18&idDocumento=3&sede=&tipo= 

 Movimento Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare

Questo il link della sentenza dell’ 8 maggio della Corte europea di giustizia

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=213860&pageIndex=0&doclang=FR&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=2124633

 

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