L’economia circolare, tanto osannata, è “cenerentola” nel PNRR del governo Draghi

COMUNICATO STAMPA 27.04.2021

L’economia circolare, tanto osannata, è “cenerentola” nel PNRR del governo Draghi

Sono passate solo poche ore dalla presentazione ufficiale del testo finale del PNRR da parte del governo Conte al parlamento, un documento che era già connotato da un grave squilibrio nella ripartizione interna tra i quattro capitoli della Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”. La prima versione del cluster M2C1 era finanziata con 69,8 Miliardi sul totale di 196, mentre oggi il budget finale è assestato su 59,33 sul totale di 191,5 ma di cui solo l’ 1 % pari a 2,1 Miliardi sono destinati alla “sostenibilità ambientale” per l’attuazione di politiche di “economia circolare”.

Prendiamo atto dell’inversione di marcia del governo sulla errata destinazione precedente del M2C1, di cui le nostre osservazioni hanno contestato il finanziamento illegittimo soltanto al “recupero di energia”, in quanto si prevedeva di utilizzare per il progetto impropriamente titolato “economia circolare” la quasi totalità dei fondi (3,7 dei 4,5 Miliardi) destinati a sostenere esclusivamente la produzione di combustibili come il “BIO-METANO”, progetto in totale contrasto con le norme della direttiva 851/2018/CE sull’economia circolare.

Ci saremmo però aspettati dal governo Draghi anche una rivalutazione in termini di risorse economiche da destinare alle politiche di “economia circolare”, tema su cui politici e media si spendono molto spesso come il paradigma di riferimento per avviare la “rivoluzione industriale” che potrebbe consentire la riduzione delle emissioni in atmosfera rispetto al settore manufatturiero – energetico – distributivo – di gestione del post-consumo finale o rifiuto.

Ci saremmo aspettati che venisse supportata la vera “economia circolare” basata sul “recupero di materia” attraverso il riutilizzo di beni usati laddove venisse finanziata la “rete di centri di riuso e riparazione”, attraverso il potenziamento della “raccolta differenziata di qualità” laddove venisse finanziato l’acquisto di mezzi d’opera e di infrastrutture per i Comuni, attraverso il potenziamento della rete impiantistica per il “compostaggio aerobico dell’organico” ed il riciclaggio delle frazioni inorganiche per quanto riguarda la valorizzazione dei rifiuti differenziati.

Ma crediamo sia palese a tutti che con 2,1 Miliardi di euro per i cinque anni di previsione del PNRR non rappresentano che un inutile contentino che non risolverà alcun nodo tra quelli da noi citati, restando quindi per il governo il termine “economia circolare” una pura speculazione filosofica.

Per quanto riguarda il comparto energia ci saremmo aspettati una visione di medio – lungo termine non basata sul finanziamento di nuovi impianti di “biometano”, che rappresenta l’opposto dell’obiettivo di “decarbonizzazione” e con un chiaro rifiuto del ricorso all’idrogeno “grigio” o “blu”, quindi da metano o bio-metano, che non sono a emissioni zero.

A proposito di “bio”-metano, ricordiamo anche che esso risulta indistinguibile nella sua struttura chimica da quello di origine fossile, e che questo gas deve essere combusto per essere utilizzato. Diversi recenti studi mostrano altresì come i mezzi pesanti alimentati a metano emettano più CO2 e particolato di quelli alimentati a diesel o a benzina.

E’ noto che i processi di combustione in generale non possono rappresentare un’alternativa alla decarbonizzazione ad “emissioni zero”, né tantomeno uno strumento di contrasto ai cambiamenti climatici che devono vedere misure urgenti per tagliare gli incentivi statali a Biogas / Biometano.

Occorre considerare altresì che un impianto di biogas da 1 Megawatt necessita di circa 400 ettari di terreno per coltivare mais e sorgo come “materia prima”, per cui i 2.000 impianti attuali in gran parte nel Nord Italia “occupano” oltre 800.000 ettari sottratti alle coltivazioni per l’alimentazione umana e zootecnica, sebbene il PNRR del governo Draghi ne finanzi addirittura la riconversione.

Tutto ciò è accompagnato dalla falsa narrazione secondo cui il Bio-metano potrebbe addirittura “sostituire i combustibili fossili”, nell’utilizzo per autotrazione. Diversi recenti studi mostrano come i mezzi pesanti alimentati a metano emettano più CO2 e altro particolato tossico rispetto a diesel e benzina. Nel paper redatto a settembre 2019 dalla “European Federation for Transport and Environment AISBL” viene riportato che il GNL (Gas naturale liquefatto / metano al 99%) e lo stesso Bio-metano utilizzato per autotrazione non sarebbero affatto sostenibili, anzi produrrebbero un inquinamento atmosferico da NOx e da particolato PM2,5 e PM10 5 volte superiore ai motori Diesel modello 2013. https://www.transportenvironment.org/sites/te/files/publications/2019_09_do_gas_trucks_reduce_emissions_paper_IT.pdf
Dai dati ufficiali del GSE – il Gestore Servizi Energetici, si apprende inoltre che il finanziamento annuo a fondo perduto per la quota di elettricità prodotta da “Fonti Energetiche Sostenibili” e da fonti “assimilate” (come inceneritori – centrali a biomasse – impianti a biogas/biometano) è pari a circa 12 miliardi di euro, di cui per il solo biogas circa 1,5 miliardi di euro, a fronte di una produzione di energia da biogas nel periodo 2015-2020 pari solo allo 0.04% del totale. https://www.gse.it/documenti_site/Documenti%20GSE/Studi%20e%20scenari/Energie%20rinnovabili_scenari%20al%202020.pdf

 

Il mancato finanziamento dell’“Economia circolare” che emerge dal testo finale di PNRR del governo Draghi rischia dunque di ritardare la transizione ecologica e di mettere seriamente a rischio la possibilità per l’Italia di avviare il percorso su cui l’U.E. ha stabilito obiettivi e norme per le prossime tappe nel 2025 – 2030 – 2035. Citiamo pertanto la comunicazione del 12 febbraio 2021 della Commissione Europea secondo cui “il regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF, Recovery and Resilience Facility) stabilisce che nessuna misura inserita in un piano per la ripresa e la resilienza (RRP, Recovery and Resilience Plan) debba arrecare danno agli obiettivi ambientali ai sensi dell’articolo 17 del regolamento Tassonomia. Ai sensi del regolamento RRF, la valutazione degli RRP deve garantire che ogni singola misura (ossia ciascuna riforma e ciascun investimento) inclusa nel piano sia conforme al principio “non arrecare un danno significativo” (DNSH, “do no significant harm”)”.

Gas e nucleare non avranno il certificato Ue di attività economica ‘verde’, almeno per ora. E’ quanto emerge dalla comunicazione della Commissione Europea del 21 aprile u.s. sulla classificazione Ue degli investimenti verdi (la cosiddetta Tassonomia). Il ruolo di queste fonti energetiche nella decarbonizzazione dell’economia, si legge nel documento, sarà affrontato “in una proposta legislativa a parte, nell’ultima parte dell’anno”, che coprirà le “tecnologie di transizione”, rispettando “il diritto degli Stati membri di determinare il proprio mix energetico”. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=EN

Invitiamo quindi tutte le forze politiche della maggioranza e dell’opposizione parlamentare a riflettere attentamente sulla gravità di queste previsioni, ed invitiamo tutte le associazioni “ambientaliste”, i comitati, i medici, i giovani e tutti i cittadini a cui preme la tutela della salute pubblica e dell’ambiente a sottoscrivere il presente comunicato per avviare un dibattito pubblico sulle azioni che condizioneranno il futuro di tutti, per contrastare scelte che non sono sostenute da prove scientifiche né per quanto attiene ai benefici ambientali né tantomeno per la salute. L’attuale situazione richiede il massimo rigore e la massima adesione alle evidenze per scongiurare non solo una sostanziale inefficacia delle misure adottate, ma, cosa davvero grave, un ulteriore peggioramento delle condizioni ambientali, climatiche e di salute.

Per info e adesioni : leggerifiutizero@gmail.com oppure postmaster@pec.leggerifiutizero.org

I co-promotori del presente comunicato si impegnano a coordinare ed a darne ampia diffusione:
1. Massimo Piras per il Movimento Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare,
2. Roberto Romizi per ISDE Italia medici per l’ambiente,
3. Angelo Consoli per il Centro Europeo Terza Rivoluzione Industriale – CETRI-TIRES,
4. Giovanni Damiani per il Gruppo Unitario per le Foreste Italiane – G.U.F.I.
5. Stefano Deliperi per il Gruppo di Intervento Giuridico – GrIG
6. Gianni Cavinato per l’ Associazione Consumatori Utenti – ACU
7. Maurizio Pallante per il movimento Sostenibilità Equità Solidarietà – SEquS

Aderiscono al presente appello le prime associazioni, comitati territoriali e singoli attivisti:

  • Associazione ambientalista VAS Onlus
  • Associazione Rifiuti Zero Piemonte
  • Associazione Zero Waste Sardegna
  • Associazione Impatto Ecosostenibile Zero Waste Campania
  • Associazione Zero Waste Lazio
  • Associazione Osservatorio Molisano Legalità
  • Massimo Blonda – biologo ricercatore IRSA-CNR Bari
  • Associazione Aria pulita Spilimbergo (PN) – Friuli-Venezia Giulia
  • Associazione Ambiente Futuro Lombardia
  • Friday For Future – gruppo di Roma
  • Paolo Gelsomini – attivista comitato DeLiberiamo Roma
  • Coordinamento Provinciale Comitati Ambiente e Salute – Reggio Emilia
  • Carlo Lugli – D.E.S. Modena (Distretto di Economia Solidale delle Provincia di Modena)
  • Vanda Morbilli – attivista comitato DeLiberiamo Roma
  • Paolo Venezia – attivista Roma
  • Associazione Mamme Salute Ambiente ODV – Venafro ISERNIA
  • Marco Conte – portavoce comitato DeLiberiamo Roma
  • Associazione DiversaMente di Vallefoglia PU – Marche
  • Marcello Paolozza – attivista comitato DeLiberiamo Roma
  • Movimento Azione Civile – Molise
  • ssa Daniela Poli – Dipartimento di Architettura Università degli studi di Firenze
  • Studio legale Saltalamacchia – Napoli
  • Comitato No Biodigestore Saliceti – La Spezia
  • Forum provinciale per i Beni Comuni Pesaro-Urbino
  • Forum Rifiuti Zero Veneto
  • Centro per le Comunità solari – Bologna
  • Rete Emergenza Climatica e Ambientale – EmiliaRomagna
  • Friday For Future – Ferrara
  • WWF – Rimini
  • Associazione La Lupus in Fabula – Pesaro Urbino
  • Associazione Viviamo Vitinia Onlus – Roma
  • Comitato Stanga – Padova
  • Associazione Arianova – Pederobba Treviso
  • Dott.ssa Vitalia Murgia – Università di Pavia
  • Associazione Ambiente Basso Molise – Guglionesi CB
  • Cooperativa mutuo soccorso Generazioni Future – Roma
  • Associazione cittadina “Solidarietà e Partecipazione” – Castrovillari – CS
  • Associazione Ambientalista “il riccio” – Castrovillari CS
  • Società Italiana Protezione Beni Culturali – sezione Molise
  • Comitato No Megadiscarica Villacidro – Medio Campidano VS
  • Assemblea permanente Villacidro – Medio Campidano VS
  • Italia Nostra Sardegna
  • Unione Sindacale di Base – USB Sardegna
  • Comitato Vogliamo Pane non Oil – Bologna
  • Cagliari Social Forum – Sardegna
  • Avvocato Carmela Auriemma – Acerra NA
  • ISDE medici per l’ambiente sezione Forlì Cesena – EmiliaRomagna
  • WWF Forlì Cesena – EmiliaRomagna
  • Benedetta Baracchi – Cagliari
  • Associazione Alleanza Beni Comuni – Pistoia
  • Associazione  Acqua Bene Comune Pistoia e Valdinievole
  • Associazione Pistoiese di Comitati Associazioni e Movimenti  “Diritti e Beni Comuni”
  • Associazione nazionale Agricolturabio
  • Movimento Area Matese – Bojano CB
  • Dott.ssa Donatella Mercatelli – Poggibonsi SI
  • Associazione Atto Primo Salute Ambiente Cultura – S. Gimignano SI
  • Comitato GAETA OdV – Schinevoglia MN
  • Catia Zambonini – Arco TN
  • Partito Comunista dei Castelli Romani – RM
  • Prof. Guido Maria Marinelli- Comunità Territoriale Municipio Roma VII
  • Giulia Cosimi – Palermo
  • Gruppo consiliare “Petacciano in Comune” – Campobasso
  • Dott. Mario Sommella – Latisana UD
  • Partito Comunista – commissione nazionale ambiente e territorio
  • Anna Maria Campanale – attivista Reggio Emilia
  • Movimento di Lotta per la Salute Giulio A. Maccacaro – Alessandria
  • Comitato Tutela Ambiente – No bio-digestore a Campoferro (Pavia)
  • Riccardo Festa – Dipartimento Ambiente Sinistra Italiana Area Metro Napoli
  • Associazione nazionale Liberacittadinanza – Parma
  • Maria Ricciardi Giannone – attivista Parma
  • Associazione Salviamo il paesaggio cremonese, cremasco e casalasco – Cremona
  • Guglielmo Calcerano – co-portavoce Verdi-Europa Verde Roma
  • Associazione Terre nostre Lombardia – Crema
  • Movimento “No all’Incenerimento, Si Riciclo Totale di Rifiuti” – Fanna (PN)
  • Associazione “Lucera non tace” OdV – Foggia
  • Associazione Lucera non tace – Foggia
  • Associazione Assotziu Consumadoris Sardigna
  • Fondazione UniVerde onlus
  • Ass.ne Ambiente e Vita OdV – Borgo Mantovano – Mantova

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